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Igor' Fëdorovič Stravinskij
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Igor' Fëdorovič Stravinskij, anglicizzato e francesizzato in Igor Stravinsky (in russo Игорь Фёдорович Стравинский?; Lomonosov, 17 giugno 1882 – New York, 6 aprile 1971), è stato un compositore e direttore d'orchestra russo, naturalizzato statunitense nel 1945.
È stato uno dei maggiori musicisti del mwbqXX secolo. Le sue composizioni hanno avuto un influsso di portata rivoluzionaria e determinante sulla sensibilità musicale dei primi anni del novecento; particolarmente mwbgmwbwLa sagra della primavera, con le sue notevoli innovazioni, è rimasta una vera pietra miliare della letteratura musicale. Successivamente, grazie alla sua vasta e multiforme storia compositiva, segnerà alcune tappe basilari nell'ambito della mwcamusica moderna, sintetizzando lo svolgimento musicale di tutto un secolo.cite-ref-1[1]
La maggior parte dei suoi lavori rientra nell'ambito del mwdgneoclassicismo e della mwdwserialità, ma la sua popolarità presso il grande pubblico si deve ai tre mweaballetti composti durante il suo primo periodo "russo" e creati in collaborazione con mweqSergej Djagilev e i mwegBalletti russi: mwewmwfaL'uccello di fuoco (1910), mwfqmwfgPetruška (1911) e mwfwLa sagra della primavera (1913), opere che reinventarono il genere musicale del balletto. Stravinskij scrisse per ogni tipo di organico, spesso riutilizzando forme classiche. La sua mwgaopera omnia include composizioni d'ogni genere, dalle mwgqsinfonie alle miniature strumentali. Nonostante abbia cambiato e rinnovato radicalmente più volte il suo stile e metodo compositivo, ha sempre rifiutato l'appellativo, che gli fu dato, di "rivoluzionario".cite-ref-2[2] In realtà il suo intento è sempre stato quello di realizzare un ordine al di fuori del quale, come egli disse, non può esistere alcun tipo di musica.cite-ref-3[3]
Ottenne anche grande fama come mwiwpianista e mwjadirettore d'orchestra, dirigendo spesso le prime delle sue composizioni. Scrisse un'autobiografia, mwjqChroniques de ma vie, e un mwjgsaggio teorico che racchiude una serie di lezioni tenute presso l'mwjwUniversità di Harvard nell'anno accademico 1939-1940 intitolato mwkaPoetica della musica.
«Recentemente ho visto Stravinsky...
Dice: il mio Uccello di fuoco, la mia Sagra, come un bambino direbbe, la mia trottola, il mio cerchio. È proprio un bambino viziato che ogni tanto mette le dita nella musica. Si aggira come un giovane selvaggio, con cravatte da pugno nell'occhio, baciando la mano alle signore, mentre al contempo pesta loro i piedi. Da vecchio, sarà insopportabile, [...] ma per ora è straordinario!»
(Claude Debussycite-ref-4[4])
Contents
• Scritti
• Note
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Biografia
I primi anni
Stravinskij nacque a Oranienbaum (oggi mwowLomonosov), nelle vicinanze di mwpaSan Pietroburgo, in mwpqRussia, il 17 giugno 1882. Il padre, mwpgFëdor Ignat'evič Stravinskij, era discendente di una famiglia nobile di origine polacca, i Soulima-Stravinskij, proprietari terrieri che si erano trasferiti in Russia dopo che avvenne la spartizione della mwpwPolonia. Il nome Stravinskij deriva dal fiume Strava che scorre nella Polonia orientale. La madre, Anna Kirillovna Cholodovskaja, era nativa di mwqaKiev e apparteneva a un'agiata famiglia di proprietari terrieri.cite-ref-stravinskij1-5-0[5] L'infanzia del piccolo Igor', dominata da un padre autoritario e da una madre piuttosto distante affettivamente, fu la cosa più lontana dall'artista cosmopolita che sarebbe poi divenuto. Terzo di quattro figli, ebbe sempre rapporti difficili in famiglia; non legò mai con i due fratelli maggiori, Roman e Jurij, mentre il legame con il più giovane Gurij fu più affettuoso. Trascorse i lunghi inverni nell'appartamento di città e le brevi estati in campagna, a mwrqUstyluh, riportandone felici ricordi tra cui i canti delle donne dei villaggi che rimasero impressi indelebilmente nella sua memoria.cite-ref-igor-6-0[6]
Anche se il padre Fëdor era un celebre mwtwbasso del mwuaTeatro Mariinskij, il giovane Igor' non si dedicò alla musica fino ai nove anni quando intraprese lo studio del pianoforte; i suoi progressi furono rapidi, iniziò presto ad improvvisare e a leggere spartiti d'opera. Dopo il liceo fu indirizzato a studi di mwuqgiurisprudenza a cui si dedicò senza convinzione, laureandosi tuttavia nel 1905; continuò comunque per proprio conto gli studi di mwugarmonia e mwuwcontrappunto e di pianoforte con Madame Khachperova che era stata alunna di mwvaAnton Rubinstein. All'università conobbe il figlio di mwvqNikolaj Rimskij-Korsakov, Vladimir, che divenne suo buon amico e che, nel 1902, gli fece conoscere il padre. Rimskij lo accolse inizialmente con riserva e gli sconsigliò di iscriversi al Conservatorio; in seguito, però, accettò di dargli lezioni private e lo prese come allievo di orchestrazione e teoria delle forme musicali.cite-ref-7[7] Il legame fra Stravinskij e il suo maestro durò fino alla morte di quest'ultimo nel 1908 e fu sempre caratterizzato da un grande affetto reciproco, anche se Stravinskij stesso ammise di ritenerlo piuttosto superficiale sia come uomo sia come musicista.cite-ref-stravinskij1-5-1[5] Stravinskij si considerò sempre autodidatta in qualità di compositore; pur avendo avuto insegnamenti preziosi sull'armonia e sull'orchestrazione, non ritenne mai Rimskij-Korsakov all'altezza in materia di composizione.cite-ref-stravinskij1-5-2[5]
Il giovane Igor' frequentò fin dall'infanzia la cugina Katerina Nossenko; furono sempre molto uniti, si resero presto conto che un giorno si sarebbero sposati e si fidanzarono nell'ottobre 1905.cite-ref-stravinskij2-8-0[8] Un ordinamento governativo proibiva però il matrimonio fra cugini e i due giovani dovettero trovare un prete disposto a officiare la funzione senza i documenti previsti; le nozze furono celebrate il 24 gennaio 1906 vicino a San Pietroburgo nel villaggio di Novaja Derevnja; furono presenti solo i due testimoni, Andrej e Vladimir Rimskij-Korsakov, figli del maestro. Il viaggio di nozze fu in mwzwFinlandia a mwaaImatra, località celebre per le cascate, dove il musicista iniziò a ideare la composizione di una suite di canzoni.cite-ref-stravinskij2-8-1[8]
Igor' e Katerina ebbero quattro figli, Fëdor (detto Theodore) nel 1907, Ludmila nel 1908, Svjatoslav (detto Soulima) nel 1910 e Marija Milena (detta Mika) nel 1914. Ludmila morì di tubercolosi giovane, nel 1938 a 30 anni. La tradizione artistica della famiglia proseguì con i due figli maschi (Theodore sarà un pittore, mentre Soulima diventerà musicista e accompagnerà spesso il padre nei suoi concerti).
Dopo le nozze Stravinskij continuò a studiare con il maestro; i primi studi ebbero come risultato nel 1907 la mwcaSinfonia in Mi bemolle, opera convenzionale che presenta ancora molte influenze della musica dì Rimskij Korsakov, e la suite di canzoni mwcqmwcgLe faune et la bergère iniziata a Imatra, dedicata alla moglie.
L'incontro con Djagilev e i primi successi
Seguirono due lavori sinfonici, mweqmwegFeu d'artifice e lo mwewmwfaScherzo fantastique, entrambi del 1908; queste ultime opere attirarono l'attenzione di mwfqSergej Djagilev che le ascoltò ai Concerti Ziloti il 6 febbraio 1909 a San Pietroburgo.cite-ref-9[9] Alla morte di Rimskij Korsakov, Stravinskij, sinceramente addolorato, compose in sua memoria un mwggmwgwCanto funebre per coro e orchestra. Nel 1909 Djagilev, che aveva intuito il talento del giovane musicista, gli commissionò l'orchestrazione di due brani di mwhaChopin per il suo balletto mwhqmwhgLes Sylphides, ma subito dopo gli chiese la realizzazione di un balletto originale, mwhwmwiaL'uccello di fuoco, tratto da una fiaba russa. Il musicista, che aveva già iniziato la stesura di un'opera, mwiqmwigLe rossignol, ne mise da parte la composizione e si dedicò alla composizione del balletto che terminò, come risulta dal manoscritto, il 3 aprile 1910. Stravinskij alla fine di maggio lasciò la mwiwRussia per recarsi a mwjaParigi per le prove e la prima rappresentazione del suo lavoro messo in scena dai mwjqBalletti russi di Sergej Djagilev e con la coreografia di mwjgMichail Fokin. Il successo fu notevole e Stravinskij divenne subito celebre ponendosi all'attenzione della vita musicale europea;cite-ref-10[10] fu in questa occasione che conobbe mwkwClaude Debussy a cui fu legato da sincera amicizia fino alla scomparsa del compositore francese avvenuta nel 1918.
Il musicista si trasferì a Clarens, in mwlqSvizzera, con la famiglia e l'anno seguente, con mwlgmwlwPetruška, realizzato ancora per Djagilev, compose un'opera in cui le sue caratteristiche musicali si delinearono nettamente. Sarà però con mwmamwmqLa sagra della primavera che il compositore si porrà all'attenzione mondiale: la sua prima, il 29 maggio 1913 (coreografia di mwmgVaclav Nižinskij), resterà famosa come mwmwLa battaglia del Sacre, ottenendo un successo clamoroso tra liti furibonde, insulti, denigrazioni ed entusiasmo delle avanguardie. Nel 1914 Stravinskij fece l'ultimo viaggio in Russia, dopo di che, a causa dello scoppio della guerra e successiva mwnaRivoluzione d'ottobre, fu costretto a stabilirsi in Svizzera, lasciando tutti i suoi beni in patria, e ad affrontare notevoli difficoltà economiche.cite-ref-igor-6-1[6] In questo difficile periodo fu aiutato da amici, in seguito riuscì poi ad attirare i committenti e molte delle sue opere furono da allora scritte per occasioni specifiche e generosamente retribuite.
Dopo la mwogSagra Stravinskij abbandonò le composizioni scritte per grandi compagini orchestrali e realizzò opere per un numero ristretto di esecutori; questo era dovuto sia al fatto che con la guerra l'attività dei Balletti russi si era interrotta, sia perché gli scarsissimi mezzi finanziari non permettevano grosse realizzazioni. Con due amici, lo scrittore mwowCharles-Ferdinand Ramuz e il direttore d'orchestra mwpaErnest Ansermet, realizzò allora uno spettacolo ambulante, un piccolo teatro da spostare di paese in paese; nacque così lmwpq'mwpgmwpwHistoire du soldat nel 1918. Il progetto di girare attraverso la Svizzera con lo spettacolo fu però bruscamente interrotto dall'epidemia di mwqainfluenza spagnola che colpì Stravinskij e gran parte dei suoi amici e collaboratori.cite-ref-igor-6-2[6] Una volta guarito, durante un viaggio a Parigi, il musicista riprese i contatti con Djagilev che si adoperò per farlo di nuovo collaborare con i Balletti russi.
Il musicista mostrava un inesauribile desiderio di imparare ed esplorare l'mwrgarte e la mwrwletteratura ed era sempre disponibile a lavorare con artisti e musicisti; questo desiderio si manifestò in molte delle sue collaborazioni parigine. Djagilev gli propose di realizzare un nuovo balletto su musiche di mwsaPergolesi e altre all'epoca a lui attribuite; per realizzarlo Stravinskij collaborò con mwsqPablo Picasso per l'allestimento delle scene e per i costumi; la nuova opera, mwsgmwswPulcinella, terminata nel 1920, segnò l'inizio del suo periodo mwtaneoclassico.
Vita in Francia
Dopo la prima di mwtwPulcinella Stravinskij lasciò definitivamente la Svizzera per stabilirsi in Francia, soggiornando inizialmente in Bretagna a mwuaCarantec. Questo avvenimento segnò notevolmente la sua vita e la sua attività, aprendo un nuovo periodo più vasto per conoscenze, viaggi e interessi e portandolo anche a essere interprete delle proprie composizioni in molti concerti.cite-ref-igor-6-3[6]
Stravinskij era indubbiamente un "uomo di mondo" e, avendo innumerevoli conoscenze, si chiacchierò molto su sue presunte avventure con donne della buona società, tra cui anche mwvgCoco Chanel. Il musicista era in realtà molto legato alla famiglia e devolveva gran parte del suo tempo e delle sue entrate alla moglie e ai figli. Il musicista rimase sposato con Katerina fino al 1939 quando lei morì di mwvwtubercolosi, ma il legame sentimentale più significativo fu quello con la seconda moglie Vera de Bosset che conobbe nel 1921 e con la quale intrecciò una relazione già durante il primo matrimonio. Quando Stravinskij e Vera si conobbero, lei era sposata con il mwwqpittore e mwwgscenografo mwwwSerge Sudeikin; la loro relazione divenne ben presto seria e Vera decise di abbandonare il marito. Quando Katerina ne venne a conoscenza accettò la cosa come un fatto inevitabile; il compositore non volle però mai separarsi dalla moglie. Dopo la sua morte avvenuta nel 1939, i due si sposarono a mwxaNew York nel 1940.
Nel settembre del 1920 Stravinskij e famiglia si trasferirono a mwxgGarches, nei dintorni di Parigi, ospiti nella villa di Coco Chanel, con la possibilità di rimanervi sino a quando non avessero trovato un alloggio soddisfacente;cite-ref-11[11] qui furono portate a termine, l'anno seguente, le mwywmwzaSinfonie di strumenti a fiato, scritte in memoria di Debussy. Nell'estate del 1921 soggiornò per diverse settimane a mwzqLondra dove fu rappresentata mwzgLa sagra della primavera; durante questo periodo progettò con Djagilev un nuovo lavoro basato su una novella di mwzwPuškin che diventerà l'mw0aopera buffa mw0qmw0gMavra, ultima composizione di ispirazione russa del musicista.
Alla fine dell'estate 1921 Stravinskij si trasferì di nuovo spostandosi ad mw1aAnglet presso mw1qBiarritz; durante l'inverno lavorò ancora a mw1gMavra e fece diversi viaggi a Parigi per impegni presi con la casa musicale mw1wPleyel e a mw2aMontecarlo dove si stavano facendo le prove di un altro suo balletto, mw2qmw2gRenard. Nel 1923 vi fu la prima rappresentazione de mw2wmw3aLes noces, opera a cui lavorava già da alcuni anni. Il clima oceanico di Biarritz non piaceva molto a Stravinskij e per questo motivo egli decise di spostarsi ancora, a mw3qNizza, nell'autunno del 1924.
Il 1925 fu l'anno del primo viaggio del compositore negli mw3wStati Uniti dove rimase due mesi per una serie di concerti in diverse città tra cui New York, mw4aChicago, mw4qFiladelfia e mw4gCleveland. Rientrato in Europa diresse un festival di proprie musiche a mw4wBarcellona e quindi un altro all'mw5aAugusteo di Roma. Quando tornò in Francia compose tra il 1926 e il 1927 l'mw5qopera-mw5goratorio mw5wmw6aOedipus Rex, collaborando per il testo con mw6qJean Cocteau.cite-ref-igor-6-4[6]
Viaggiando moltissimo, Stravinskij divenne presto un cosmopolita, rivelando un notevole istinto per le questioni di lavoro; per il suo carattere e la sua semplicità d'animo dimostrò di sentirsi a proprio agio e rilassato in compagnia di qualsiasi persona in molte grandi città.cite-ref-12[12] Parigi, mw9wVenezia, mw-aBerlino, mw-qLondra e mw-gNew York: tutte ospitarono sue apparizioni con successo, sia come pianista che come direttore d'orchestra. La maggior parte delle persone che lo conoscevano lo descrivevano come una persona cortese, gentile e servizievole. mw-wOtto Klemperer, che conosceva bene anche mw-aSchoenberg, diceva di aver sempre trovato Stravinskij molto più cooperativo e che era molto più facile lavorare con lui. Il gusto di Stravinskij in campo mw-qletterario era ampio e rifletteva il suo costante desiderio di nuove scoperte. mw-gTilson Thomas disse che proprio per questa sua insaziabile curiosità per tutto ciò che conosceva e incontrava, non si sarebbe mai fermato, sarebbe sempre andato avanti a studiare, scoprire e scrivere.cite-ref-13[13] I testi e le fonti per il suo lavoro partirono da un iniziale interesse nel mwaqmfolklore russo, attraversarono gli autori classici e la mwaqqliturgia latina, per fermarsi alla Francia contemporanea (mwaquAndré Gide, con mwaqymwaqcPerséphone), alla letteratura inglese: mwaqgAuden, mwaqkThomas Stearns Eliot, la mwaqopoesia mwaqsmedievale e anche alle opere di mwaqwShakespeare.
Nel periodo fra le due guerre la sua attività fu molto intensa. Nel 1928 terminò la stesura di un balletto neoclassico, mwaq4mwaq8Apollon Musagète che fu realizzato con la coreografia di mwaraGeorge Balanchine. Nel 1930 compose la mwaremwariSymphonie de Psaumes, una delle sue opere più conosciute. Dopo tre anni passati a mwarmVoreppe nell'mwarqIsère, si stabilì definitivamente a Parigi nel 1934 e acquisì la cittadinanza francese. In questo periodo scrisse mwarumwaryPerséphone (1934), mwarcmwargJeu de cartes (1936), il mwarkmwaroConcerto in mi bemolle "Dumbarton Oaks" (1938).
Gli anni fra il 1938 e il 1939 furono i più bui per il compositore: vennero infatti a mancare, a breve distanza l'una dall'altra, la figlia Ludmila, la madre, la moglie; la figlia Mika passò molto tempo in sanatorio ed egli stesso fu a lungo ricoverato sempre per tubercolosi.cite-ref-stravinskij1-5-3[5] Le sue composizioni però non risentirono di queste vicende; le implicazioni emotive delle sue esperienze umane non influenzarono mai la sua musica, infatti l'aspetto sentimentale non ha mai fatto parte della sua concezione dell'arte.
Vita negli Stati Uniti
Nel 1939 partì per gli Stati Uniti dove fu chiamato per tenere un corso di poetica musicale ad mwasiHarvard. Sorpreso dagli eventi bellici si stabilì prima a Los Angeles e poi ad mwasmHollywood e divenne cittadino naturalizzato nel 1945, vivendovi fino alla sua morte nel 1971. Nel luglio 1941 realizzò, come aveva già fatto nel 1919 con mwasqmwasuLa Marsigliese, un arrangiamento dell'inno americano mwasymwascThe Star-Spangled Banner eseguendolo in prima esecuzione a mwasgBoston il 14 ottobre di quell'anno; poiché le leggi del mwaskMassachusetts proibivano qualsiasi trascrizione dell'inno, Stravinskij non poté più eseguirlo, a seguito anche di un intervento della polizia locale.cite-ref-14[14] Pur essendo russo, s'era adeguato già a vivere in Francia, ma traslocare ora così lontano all'età di cinquantotto anni dava una prospettiva veramente diversa. Per un certo periodo conservò un circolo di amici e conoscenti emigrati russi, ma infine si rese conto che questo suo comportamento non avrebbe favorito o sostenuto la sua vita intellettuale e professionale in quel paese. Mentre progettava di scrivere un'opera con mwas4W.H. Auden, il futuro mwas8mwataThe Rake's Progress, il bisogno di acquisire maggior familiarità con il mondo anglofono coincise con il suo incontro con il direttore d'orchestra e mwatemusicologo mwatiRobert Craft. Craft visse con Stravinskij fino alla sua morte, in qualità di mwatminterprete, mwatqcronista, assistente direttore e mwatufactotum per infiniti compiti musicali e sociali. A differenza di molti altri compositori Stravinskij non si dedicò mai all'insegnamento: per sua stessa ammissione riteneva di non avere alcuna inclinazione al riguardo.cite-ref-15[15] Nel 1951, con l'opera mwatoThe Rake's Progress, Stravinskij giunse al culmine e al termine del periodo mwatsneoclassico.
Reinventandosi ancora una volta egli si accostò alla tecnica dodecafonica, soprattutto dopo la conoscenza dell'opera di mwaueAnton Webern, compiendo un cammino progressivo che, grado per grado, lo portò a scrivere la mwauimwaumCantata (1952), il mwauqmwauuSettimino (1953), mwauymwaucIn memoriam Dylan Thomas (1954), il mwaugmwaukCanticum Sacrum nel 1955, dedicato alla città di Venezia, il balletto mwauomwausAgon del 1957 e mwauwmwau0Threni nel 1958. Questa sua "conversione" suscitò molti clamori e polemiche; in realtà bisogna considerare l'esperienza seriale di Stravinskij nell'ottica del suo bisogno di acquisire e ripensare modelli già storicizzati; appartenendo ormai al passato, la dodecafonia fu per lui un esempio da cui attingere e ricreare, scrivendo ex novo, secondo il suo personalissimo metro, brani musicali come aveva già fatto negli anni precedenti con musiche di epoche e di autori del passato.cite-ref-16[16]
Viaggiò moltissimo, soprattutto in Europa, come direttore di concerti di sue composizioni. Nel 1958 diresse un concerto dedicato alle sue musiche al Teatro La Fenice con l'Orchestra Sinfonica ed il Coro del Norddeutscher Rundfunk di mwavkAmburgo ripreso dalla mwavoRAI e mwavsOedipus Rex alla mwavwWiener Staatsoper. Nel 1962 accettò un invito a ritornare in patria per una serie di sei mwav0concerti a Mosca e Leningrado, ma rimase un mwav4emigrato con forti radici in mwav8Occidente. Si interessò anche alla scrittura ebraica scrivendo tra il 1962 e il 1963 la ballata sacra mwawaAbramo e Isacco. Nel 1965 compose lmwawe'mwawimwawmIntroitus in memoria del poeta mwawqT.S. Eliot.
Gli ultimi anni
Stravinskij continuò a scrivere musica fin quasi alla fine della sua vita, anche se un progressivo aggravarsi della salute non gli diede la possibilità di realizzare tutto ciò che avrebbe voluto.cite-ref-17[17] La sua ultima opera importante sono i mwawsmwawwRequiem Canticles del 1966, una delle sue opere più complesse e drammatiche, che ha assunto il carattere di testamento spirituale del compositore. Dal 1967 in poi la sua salute andò man mano peggiorando e subì diversi ricoveri in clinica. Fu ancora in grado di viaggiare e di dedicarsi a trascrizioni da mwaw0mwaw4Il clavicembalo ben temperato e alla strumentazione di due mwaw8lieder di mwaxaHugo Wolf. Nel 1969 si ammalò di una grave forma di bronchite, riacutizzazione della vecchia tubercolosi. Riuscì comunque a intraprendere un ultimo viaggio a Parigi e a Zurigo; trascorse un periodo di cura a mwaxeÉvian e rivide alcuni luoghi dove scrisse i suoi capolavori, come Clarens. Nel 1970, invitato in Italia,cite-ref-18[18] annunciò di voler tornare in Europa lasciando la California, facendo prima tappa a New York in attesa di trasferirsi a Parigi. Un edema polmonare lo costringerà però a rimanere a New York in un appartamento della Fifth Avenue, da lui appena acquistato, dove si spegnerà a ottantotto anni nella notte fra il 6 e il 7 aprile 1971 per una crisi cardiaca.
I funerali si svolsero in forma solenne il 15 aprile a Venezia; il feretro venne trasportato in gondola fino alla chiesa dei mwaxcSanti Giovanni e Paolo, dove fu officiato il rito funebre con il servizio greco ortodosso condotto dell'mwaxgarchimandrita Cherouvim Malissianos. Durante la cerimonia furono eseguiti i mwaxkRequiem Canticles diretti da Robert Craft e composizioni inedite per organo di mwaxoAndrea Gabrielicite-ref-19[19]
Per sua espressa richiesta, la sua tomba è vicina a quella del suo collaboratore di vecchia data, Sergej Djagilev, a Venezia nel settore mwayaortodosso del mwayecimitero monumentale dell'mwayiisola di San Michele. Secondo mwaymRobert Siohan il governo sovietico avrebbe offerto alla famiglia la possibilità di inumare il corpo a mwayqLeningrado, ma la moglie del musicista rifiutò la proposta, certa di essere così fedele ai desideri del marito.cite-ref-20[20]
La sua vita ha racchiuso buona parte del mwayoXX secolo, e anche molti degli mwaysstili musicali classico moderni, influenzando altri compositori sia durante che dopo la sua vita. Fu sistemata una stella a suo nome al numero 6340 di Hollywood Boulevard, all'interno della mwaywHollywood Walk of Fame.
Periodi stilistici
Nella carriera di Stravinskij possono distinguersi a grandi linee tre periodi stilistici.
• Il periodo russo
• Il periodo mwazineoclassico
• Il periodo mwazqdodecafonico o mwazuseriale
Il periodo russo
Il primo periodo stilistico di Stravinskij prese avvio quando, a vent'anni, conobbe mwaz0Rimskij-Korsakov diventando suo allievo di composizione. Dopo una tradizionale mwaz4Sonata per pianoforte e la suite mwaz8Le faune et la bergère, nella mwaaaSinfonia in mi bemolle, dedicata al suo maestro, Stravinskij rivelò, in nuce, sia un'assimilazione del patrimonio musicale con cui era venuto a contatto, sia alcune delle sue caratteristiche che si manifesteranno in maniera folgorante da lì a poco. Nel 1908 con lo mwaaemwaaiScherzo fantastique, che presenta ancora influenze dell'impressionismo francese, e con lo scintillante mwaammwaaqFeu d'artifice, la personalità del musicista si fa finalmente strada. Nello stesso anno scrive il mwaaumwaayCanto funebre per la morte di Rimskij-Korsakov, andato perduto e ritrovato solo nel 2015. Nel 1909 i suoi lavori vengono notati da Djagilev che decide di affidargli la composizione di un balletto sulla fiaba russa de L'uccello di fuoco, per la stagione dei Balletti Russi del 1910. mwaacmwaagL'uccello di fuoco, presentato a Parigi all'mwaakOpéra nel 1910, ebbe un grande successo e rese immediatamente celebre il compositore. I colori scintillanti devono ancora molto al Rimskij-Korsakov de mwaaomwaasIl gallo d'oro, ma l'abilità nella strumentazione, la frenesia quasi "barbara" della musica, il sapiente uso di combinazioni polifoniche sono tutte caratteristiche dello stile di Stravinskij.cite-ref-21[21]
È con il successivo balletto, mwabePetruška del 1911, sempre commissionato da Djagilev, che il compositore trova definitivamente la sua cifra stilistica. Il dinamismo della musica, l'uso marcato del ritmo, che impressionò mwabiDebussy, l'utilizzo di temi tratti dal folclore popolare russo, la politonalità ottenuta sovrapponendo due accordi di tonalità diverse, sono solo alcune delle innovazioni fondamentali che Stravinskij introdusse nella sua partitura. Come già mwabmL'uccello di fuoco, anche mwabqPetruška pone l'attenzione sulla tradizione russa.
Nello stesso anno il compositore scrisse una mwabycantata, mwabcmwabgLe Roi des étoiles, uno dei suoi lavori più complessi e problematici, di difficile esecuzione che restò per molto tempo misconosciuto. Sarà però con il suo il terzo balletto, mwabkLe Sacre du Printemps del 1913, che Stravinskij otterrà una fama universale raggiungendo l'apoteosi del suo "periodo russo". Con mwaboLe Sacre infatti il musicista si accosta in maniera decisa alle sue radici russe, prendendo ispirazione da riti e melodie antiche della sua terra.cite-ref-mila-22-0[22] Nel balletto il compositore mette in scena un rito pagano di inizio primavera proprio della Russia antica: una giovinetta veniva scelta per ballare fino allo sfinimento e la sua morte era un sacrificio offerto agli dei per renderli propizi in vista della nuova stagione. Molti i passaggi famosi, ma due degni di particolare nota: le note d'apertura del pezzo, suonate da un mwab8fagotto con note all'estremo del suo registro, quasi fuori estensione e l'accordo martellato e ripetuto di otto note eseguito dagli archi e dai mwacacorni in controtempo. La "rivoluzione del Sacre" fu veramente una battaglia a teatro, alla prima rappresentazione, e un innovamento totale nella musica. La partitura sorprese e scandalizzò con la sua potenza di suono, il suo ritmo implacabile, per l'allargamento della tonalità che giunge a numerosi passaggi politonali. L'uso innovativo della dissonanza, le invenzioni timbriche, una partitura che procede per blocchi sonori in cui non esiste sviluppo delle melodie, sempre solo espresse e ripetute, hanno fatto de mwaceLe Sacre du printemps uno dei punti fermi della musica di ogni tempo.
Dopo alcune brevi composizioni di carattere vocale, tra cui le mwacgmwackBerceuses du chat, Stravinskij nel 1914 terminò l'opera lirica mwacomwacsLe rossignol di cui aveva già scritto il primo atto nel 1907; da questo lavoro il musicista ricaverà il poema sinfonico mwacwmwac0Le chant du rossignol nel 1917. Sempre nel 1914 il compositore iniziò a comporre mwac4mwac8Les noces che terminerà in forma pianistica nel 1917 e definitiva nel 1923. Il lavoro, definito "scene coreografiche russe con canto e musica", ha per argomento la celebrazione di sposalizi paesani secondo le antiche tradizioni. Con mwadamwadeRenard, storia burlesca cantata e rappresentata, nel 1917 Stravinskij inaugura un nuovo tipo di rappresentazione, il teatro da camera, genere che troverà il suo esempio più rappresentativo ne lmwadi'mwadmmwadqHistoire du soldat (1918). L'opera, che è "una storia da leggere, danzare e recitare in due parti", riassume tutte le esperienze accumulate dal musicista fino ad allora, dall'mwaduimpressionismo alla mwadypolitonalità, dal mwadccabaret al mwadgjazz, genere a cui il compositore si stava interessando proprio in quegli anni. Alcune delle opere del Periodo russo sono state accostate da alcuni al cubismo; sono state trovate analogie proprio tra l'evoluzione del linguaggio di Stravinskij e quello di mwadkPicasso, accostando questo periodo del compositore ai periodi rosa e blu del pittore. È comunque difficile stabilire un parallelismo tra i due artisti; in effetti Stravinskij modifica in una qualche maniera l'armonia tradizionale con la politonalità, ugualmente Picasso crea un dislocamento dell'unità di un dipinto con la tecnica cubista, ma l'impatto visivo risulta più forte di quello che può essere l'ascolto di musica che comunque non rompe totalmente con l'armonia tradizionale.cite-ref-23[23]
Al contagio jazzistico non sfuggì Stravinskij che aveva manifestato senza riserve la sua attrazione per il mwad8ragtime più autentico. L'influsso sul compositore si palesa maggiormente nella sua mwaeaHistoire du soldat, ancor di più nel suo mwaeemwaeiRagtime per 11 strumenti e in mwaemmwaeqPiano rag music del 1919: brano - quest'ultimo - che il grande pianista polacco mwaeuArthur Rubinstein rifiutò di suonare, anche se scritto e pensato per lui dall'autore, perché troppo percussivo per la propria indole.cite-ref-24[24]
Il periodo russo stravinskiano termina con l'opera buffa mwaesmwaewMavra composta fra il 1921 e il 1922 tratta da un lavoro di mwae0Puškin; secondo le intenzioni del musicista mwae4Mavra fu concepita nella scia di una tradizione russo-italiana, preannunciando alcuni elementi del suo accostamento alla musica occidentale.cite-ref-25[25]
Il periodo neoclassico
La fase successiva dello stile compositivo dell'artista, brevemente sovrapposta alla precedente, è inaugurata dal mwafsballetto mwafwmwaf0Pulcinella (1920), su musiche di mwaf4Giovanni Battista Pergolesi e altre all'epoca a lui attribuite. Quest'opera presenta il tratto distintivo di questo periodo: il ritorno di Stravinskij agli stilemi della musica antica. Come già accaduto immediatamente dopo la realizzazione de mwaf8La sagra della primavera, in questa nuova fase il musicista non utilizza più le grandi orchestre impiegate per i primi balletti; anche in queste nuove opere, scritte tra il 1920 e il 1951, Stravinskij infatti opta per organici variamente ridotti, tali da conferire a ciascuna composizione una "tinta" caratteristica e unica.
Il Neoclassicismo di Stravinskij non è una rivisitazione del diatonismo come in mwagePaul Hindemith, ma è una mwagicontaminatio con il suo stile ritmico e politonale precedentemente affermato. Sarà in questa fase che Stravinskij si opporrà all'atonalismo di mwagmArnold Schönberg, che pure aveva già quasi sfiorato nel 1913 con le mwagqmwaguTre poesie della lirica giapponese per voce e strumenti.cite-ref-26[26] Erroneamente Stravinskij viene spesso etichettato in maniera totale come neoclassico, ma ciò accade forse perché il periodo neoclassico è stato uno dei più fertili per il compositore.
Dopo mwagsPulcinella Stravinskij utilizzò, nella maggior parte dei suoi lavori, forme musicali largamente note e consuete: sinfonie, concerti, oratori, balletti classici, opera lirica, ma sempre alla sua maniera, senza rifarsi a esse con rigorosità, alludendo, se mai, all'idea che i titoli suggerivano,cite-ref-27[27] rendendosi conto che nel XX secolo non sarebbe stato possibile per un musicista replicare esattamente forme del passatocite-ref-igor-6-5[6]. Seguono anche altre composizioni che rievocano atmosfere russe come le mwahqSinfonie di strumenti a fiato (1920), scritte in onore di mwahuDebussy e lmwahy'mwahcmwahgOttetto per strumenti a fiato (1923). Altre opere hanno per protagonista il pianoforte come il mwahkmwahoConcerto per pianoforte e fiati terminato nel 1924, una mwahsmwahwSonata e la mwah0mwah4Serenata in La del 1925. Tra il 1926 e il 1927 Stravinskij scrisse l'mwah8opera-mwaiaoratorio su testo in latino mwaiemwaiiOedipus Rex a cui seguì l'anno seguente il balletto mwaimmwaiqApollon musagète. Quest'ultimo lavoro, basato solo su figure della danza classica, dal mwaiuPas d'action al mwaiyPas de deux, riprende anche nella metrica il modello alessandrino e nell'argomento la mitologia classica con Apollo e le mwaicmwaigMuse;cite-ref-28[28] l'opera rispecchia la predilezione del musicista, fra tutte le forme musicali del passato, per il balletto classico motivata soprattutto dalla sua aspirazione all'ordine e a un'armonia superiore.cite-ref-igor-6-6[6] Queste motivazioni si ritrovano nel successivo balletto, mwajemwajiLe baiser de la fée; l'amore del compositore per mwajmČajkovskij lo porta a ricreare temi e atmosfere in cui la nostalgia del passato è più evidente che in qualsiasi altro lavoro.
Lavori importanti di questo periodo sono tre mwajusinfonie: la mwajymwajcSinfonia di Salmi (1930) per mwajgcoro e orchestra in cui Stravinskij rivela un aspetto della sua personalità, quello religioso, a cui tornerà più volte negli anni successivi. Il lavoro è particolare, con due pianoforti che fanno da scheletro armonico di sostegno all'orchestra; la mwajkmwajoSinfonia in Do (1940) e la mwajsmwajwSinfonia in tre movimenti (1945) danno una nota di innovazione al genere classico della sinfonia. mwaj0mwaj4Perséphone (1934), melodramma per recitante, tenore, coro e orchestra è un'opera particolare che per certi tratti prosegue il lavoro delineato in mwaj8Oedipus Rex. Con mwakamwakeJeu de cartes nel 1936 Stravinskij ritorna al balletto e crea un'opera dove le rivisitazioni e le allusioni a musiche altrui sono numerose, dal mwakivalzer viennese a mwakmRossini a mwakqČajkovskij. Seguirono numerosi altri lavori, tra cui il mwakumwakyConcerto in mi bemolle "Dumbarton Oaks", le mwakcmwakgDanses concertantes (1941-1942), lmwakk'mwakomwaksEbony Concerto (1945). Con il successivo balletto mwakwmwak0Orpheus (1948) Stravinskij ritorna a motivi di ispirazione dal mondo classico e dai mwak4miti greci. Dello stesso anno la mwak8mwalaMessa, una delle poche opere scritte senza commissione, esprime la profonda spiritualità del compositore.
Il vertice di questo periodo è l'opera mwalimwalmLa carriera di un libertino (The Rake's Progress) del 1951, melodramma in tre atti messo in scena in prima rappresentazione assoluta al mwalqTeatro La Fenice di mwaluVenezia dal mwalyTeatro alla Scala di mwalcMilano con mwalgElisabeth Schwarzkopf e diretto dal compositore. Quest'opera, scritta su un libretto di mwalkAuden e Chester Kallman, basata sugli schizzi di mwaloHogarth, racchiude tutto ciò che il compositore aveva perfezionato nei precedenti 30 anni del suo periodo neoclassico. La musica è diretta ma al tempo stesso capricciosa; prende spunto dall'mwalsarmonia tonale classica che intervalla con sorprendenti mwalwdissonanze; contemporaneamente ritorna alle opere e ai temi di mwal0Monteverdi, mwal4Gluck e mwal8Mozart. L'opera, oltre a mwamacavatine e mwamecabalette mwamivirtuosistiche e mwammpezzi d'insieme (mwamqduetti, mwamuterzetti e mwamyquartetti), ripropone anche il mwamcrecitativo secco al mwamgclavicembalo. Stravinskij con quest'opera raggiunse in modo assolutamente evidente il ritorno al passato nelle sue forme musicali e difficilmente avrebbe potuto continuare su questa strada; egli stesso ammise, mentre scriveva l'opera, che "il Rake's Progress era una fine"cite-ref-29[29] e concluse che la sua rivisitazione del passato non poteva più progredire, avendo raggiunto il "limite consentito", considerazione che lo portò a mutare radicalmente stile, avvicinandosi al mwam0serialismo mwam4weberniano.cite-ref-30[30]
Il periodo dodecafonico o seriale
Durante tutto il suo periodo neoclassico Stravinskij fu considerato come il portabandiera della tonalità opponendosi in tal modo alla dissoluzione dell'armonia tradizionale attuata dai musicisti della mwanoScuola di Viennacite-ref-mila-22-1[22]. Molte furono le polemiche che si scatenarono negli anni nel mondo musicale fra i due gruppi di partigiani pro Stravinskij e pro mwan8Schönberg, creando un divario difficile da colmare.cite-ref-31[31] Proprio per questo la "conversione" di Stravinskij suscitò grande scalpore. Il suo avvicinamento alla musica seriale, e in particolare a mwaoqWebern, avvenne gradualmente, grazie anche all'influenza e ai consigli di Robert Craft.
Con la mwaoymwaocCantata, scritta fra il 1951 e il 1952, il compositore fece il primo passo sulla strada della nuova tecnica pur mantenendo l'uso di una tonalità "allargata". Questo procedimento si accentuò nel mwaogmwaokSettimino terminato nel 1953. Nello stesso anno scrisse mwaoomwaosThree Songs from William Shakespeare dove, in ogni canto, attua una vera strutturazione seriale. Con le opere successive, mwaowmwao0In memoriam Dylan Thomas (1954) per tenore, archi e quattro tromboni, e mwao4mwao8Canticum Sacrum (1955) per tenore, baritono, coro e orchestra, proseguì sulla via intrapresa, come se stesse sperimentando e perfezionando il sistema, senza abbandonare, tuttavia, l'armonia tradizionale. Sempre del 1955 è mwapamwapeGreeting Prelude scritta per gli 80 anni di mwapiPierre Monteux. Un'importante opera di transizione in questo periodo fu un ritorno al balletto: mwapmmwapqAgon, per dodici mwapuballerini, composto tra il 1953 e il 1957 in cui richiami modali legano questo lavoro a musiche del passato. mwapyAgon è in un certo qual modo un compendio dell'arte di Stravinskij, contiene infatti molti spunti che si ritrovano in gran parte dell'arco della sua attività compositiva: svolazzi ritmici e sperimentazioni, armonia ingegnosa e orchestrazione decisa e raffinata. Queste caratteristiche sono quelle che distinguono la produzione di Stravinskij dalle opere di compositori seriali a lui contemporanei.
Fu con mwapgmwapkThreni, id est Lamentationes Jeremiae Prophetae per soli, coro misto e orchestra, che Stravinskij realizzò il primo lavoro interamente dodecafonico. Altre opere importanti del periodo sono mwapomwapsMonumentum pro Gesualdo da Venosa ad CD Annum (1960) e la cantata mwapwmwap0A Sermon, a Narrative and a Prayer del 1961; il musicista scrisse anche una trascrizione del corale di mwap4Johann Sebastian Bach mwap8mwaqaVon Himmel Hoch. Con i mwaqemwaqiMovimenti per pianoforte e orchestra Stravinskij creò una delle sue composizioni più complesse che si può considerare un vero e proprio omaggio all'opera di Anton Webern. mwaqmmwaqqThe Flood (1962) è il primo lavoro scritto da Stravinskij per la televisione ed è un'opera complessa che comprende musica, canto, danza e recitazione e dove l'elemento seriale dialoga con musica più tradizionale.
Dopo mwaqymwaqcAnthem per coro a cappella (1962) e lmwaqg'mwaqkmwaqoIntroitus del 1965, il musicista scrisse, fra il 1965 e il 1966, la sua ultima opera importante, i mwaqsmwaqwRequiem Canticles per contralto, basso, coro e orchestra. L'opera, tratta parzialmente dalla mwaq0Missa pro Defunctis, presenta un contrappunto rigorosissimo e urti di strutture armoniche; con essa Stravinskij recupera richiami tonali ed elementi arcaici in una musica altamente drammatica che testimonia la sua fede profonda.
Questo periodo compositivo di Stravinskij fu un importante punto di svolta, considerando che era stato un oppositore della scuola schönberghiana, egli ora vedeva nell'utilizzo di questa tecnica un formale e rigoroso recupero delle antiche forme contrappuntistiche rinascimentali, particolarmente fiamminghe, a cui il serialismo è legato e che lo aveva portato a comporre il mwaq8Monumentum pro Gesualdo. Stravinskij si accostò alla musica seriale quando questa ormai era acquisita nell'ambito musicale, era praticamente già "storica"; questa sua fase si può quindi vedere quasi come un neoclassicismo indiretto.
Stile e poetica
La produzione di Stravinskij è quanto mai eterogenea. Egli impiegò stili diversi e si cimentò in tutti i mwarcgeneri musicali. Reinventò la forma del mwargballetto e incorporò nel suo linguaggio musicale culture e tradizioni tra loro lontane, nel tempo e nello spazio. La consueta suddivisione in periodi della sua produzione musicale va però presa con molta cautela poiché rischia di creare poca chiarezza sulla totalità della sua creazione artistica.cite-ref-32[32] Stravinskij resta sempre Stravinskij; nell'arco della sua lunga vita musicale, nella sua costante ricerca e propensione al rinnovamento, egli rimane sempre fedele a se stesso e il suo stile è inconfondibile.cite-ref-33[33]
Esaurito il primo periodo di ispirazione russa Stravinskij torna ad avvalersi di cornici formali in una serie di opere cosiddette neoclassiche per giungere infine ad aderire al serialismo.cite-ref-34[34] Ogni nuovo passaggio è frutto in Stravinskij di una complessa assimilazione creativa di momenti della storia musicale ormai passata; anche l'adesione così discussa alla dodecafonia è frutto della presa di coscienza della "storicizzazione" della stessa; diventando un elemento del passato il compositore attinge e ricrea da esso secondo il suo personalissimo metro. L'atteggiamento possessivo di Stravinskij rispetto alla storia musicale a lui precedente è una costante nella sua produzione. Appropriandosi della musica di altri tempi e di altri autori egli fa suo un intero mondo spirituale e culturale.cite-ref-35[35] La sua opera è dunque un atto di cultura, cultura ricca e raffinata che esige un grande impegno, vale a dire la fedeltà a una regola, a un principio che riflette la grande sete di ordine e disciplina, elementi fondamentali per comprendere l'unità della sua opera.cite-ref-36[36]
Il linguaggio musicale di Stravinskij è, a partire dalle prime opere fino alle ultime seriali, estremamente chiaro, diretto, preciso. Il suo è un linguaggio franco, che non vuol dire nulla di più di quello che dice, sempre logico e necessario in tutte le sue componenti. La linea melodica è chiara e spoglia nell'intenzionalità di ogni lavoro; l'utilizzo del motivo musicale, che usa una distinta frase musicale alterata successivamente e sviluppata lungo un brano e che ha le sue radici nelle mwas8sonate dell'era di mwataMozart, è unico nella musica di Stravinskij; per esempio ne mwateLa sagra della primavera introduce variazioni "additive" che aggiungono o sottraggono una nota a un motivo; anche se per la maggior parte le linee melodiche rimangono invariate, a cambiare sono invece i rapporti di armonia, ritmo e strumentazione.cite-ref-37[37]
Caratteristica fondamentale dello stile stravinskiano è il ritmo. Anche se spesso apparentemente diverso in opere successive l'elemento ritmico è il vero filo conduttore di tutta la sua opera.cite-ref-38[38] Se ne mwatsLa sagra il ritmo è di una ricchezza e vitalità senza precedenti, nelle altre opere è sempre riconoscibilissimo, è, in un certo senso, "personalizzato". Anche il suo uso massiccio dell'mwatwostinato caratterizza moltissime sue opere; celebre è il passaggio ne mwat0La sagra, nella sezione mwat4Gli auguri primaverili, formato da un ostinato di 8 note da parte degli archi accentato da 8 corni. Questo è forse il primo caso in musica di un ostinato "allargato" che non viene usato né per variazione né per accompagnamento della mwat8melodia.
Stravinskij si è sempre mostrato indipendente da ogni influenza di scuole o di correnti; è sempre riuscito a essere soltanto se stesso. Il suo nutrirsi di stili, epoche e autori diversi non ha intaccato minimamente la sua personalità che è senza dubbio singolare per la sua austerità, per le sue scelte rigorose, per la sua profonda spiritualità. Stravinskij è uno degli artisti del suo secolo la cui etica governa più inflessibilmente l'estetica; la sua però non vuol essere solo una norma di comportamento, ma un atteggiamento che coinvolge l'uomo nella sua interezza e che lo obbliga a una estrema lucidità in tutte le sue scelte.cite-ref-39[39]
L'atteggiamento che Stravinskij ha di fronte alla musica è puramente compositivo; egli è estremamente diffidente nei confronti di termini quali "ispirazione", "arte", "artista", termini per lui in netto contrasto con un ambito dove esiste solo l'equilibrio e il calcolo.cite-ref-40[40] Il processo creativo per Stravinskij non nasce dall'ispirazione, ma è una vera "funzione" che deve essere coltivata sistematicamente cercando di sviluppare quelle che sono le facoltà creatrici con uno sforzo quotidiano: "il lavoro arreca l'ispirazione".cite-ref-41[41] Di qui nasce di conseguenza una reazione nei confronti del romanticismo e dei suoi eccessi quali il sentimentalismo, l'abbandono languido e le effusioni patetiche.cite-ref-42[42]
Per Stravinskij il musicista è essenzialmente un artigiano che lavora la sua materia sonora e che la domina per poi metterla in un certo ordine.cite-ref-43[43] Nasce da questa concezione la sua ammirazione per i "vecchi" artigiani della musica: mwavcBach, mwavgHändel, mwavkHaydn e mwavoBeethoven.cite-ref-44[44]
Lo Stravinskij antiromantico e antisentimentale non poteva che essere anche antiwagneriano; per lui, essendo l'ordine e la disciplina alla base della composizione, la musica di mwawaWagner "è più musica di improvvisazione che di costruzione"cite-ref-45[45] e rivela per di più una costante ampollosità. La melodia infinita è mancanza di ordine ed è "un oltraggio alla dignità e alla funzione stessa della melodia".cite-ref-46[46] Inoltre il mwawkleitmotiv affida a un tema un'identificazione con un sentimento o con un personaggio imponendole un fine che non le è consono. Per Stravinskij la vera musica è pura musica; egli scrive infatti: "Io considero la musica, a cagione della sua essenza, impotente a esprimere alcunché: un sentimento, un'attitudine, uno stato psicologico, un fenomeno naturale ecc. L'espressione non è mai stata la proprietà immanente della musica".cite-ref-47[47]
Religione
Per uno spirito profondamente religioso come fu quello di Stravinskij, l'idea di un'arte che voleva farsi religione secondo i parametri wagneriani poteva esser vista come un sacrilegio.cite-ref-48[48] Dopo aver assistito al mwaxqmwaxuParsifal nel 1912, Stravinskij era insorto contro quella che definì "una scimmiottatura incosciente di un rito sacro"cite-ref-49[49] La platealità di questa rappresentazione, voluta come un servizio ammantato di sacralità, contrastava totalmente con la concezione di Stravinskij di una religione che andava vissuta in forma strettamente privata. La spiritualità in lui rimase infatti sempre una questione riguardante la sua intimità, confinata nel profondo del suo animo e non volle mai esteriorizzarla nemmeno nelle opere di carattere religioso da lui scritte.cite-ref-50[50]
La parte riguardante la religiosità in Stravinskij, nella sua vita come nelle opere, è fondamentale per comprenderne la personalità e la visione artistica. Il compositore aveva lasciato la mwax8Chiesa ortodossa ancora adolescente per poi riavvicinarvisi nel 1926 quando scrisse il mwayaPater Noster, più per un impulso interiore che per una scelta ragionata.cite-ref-stravinskijcraft1962-51-0[51] Ciò che lo spinse di fatto a rientrare nella Chiesa russa e non ad avvicinarsi a quella mwayucattolica fu soprattutto il fattore linguistico, essendo egli stato abituato fin da bambino a pregare in lingua russa;cite-ref-stravinskijcraft1962-51-1[51] egli non voleva inoltre troncare un ulteriore legame con la sua terra.
Da allora il musicista mantenne sempre un forte vincolo con la religione; i tempi in cui viveva erano da lui visti come di grande confusione, di laicità trionfante e provava grande preoccupazione per il degrado spirituale. Negli anni della maturità Stravinskij andò sempre più avvicinandosi alla Chiesa cattolica. Nel 1948 scrisse la sua mwaysmwaywMessa senza alcuna commissione, solo per sua necessità spirituale, sperando anche che fosse eseguita durante le funzioni.cite-ref-stravinskijcraft1962-51-2[51].
Parlando della Chiesa come istituzione musicale in declino il musicista disse: "Quanto siamo più poveri senza i sacri servizi musicali, senza le Messe, le Passioni, le cantate domenicali dei protestanti, i mottetti e i concerti sacri, i vespri e tanti altri. Non sono forme puramente estinte, ma parti dello spirito musicale in disuso. La Chiesa sapeva ciò che sapeva il salmista: la musica loda Dio. La musica è altrettanto adatta a lodarlo, o più ancora, di quanto lo sia lo stesso edificio della Chiesa e tutte le sue decorazioni; è il più grande ornamento della Chiesa. Gloria, gloria, gloria… questa particolare "gloria" non esiste nella musica profana."cite-ref-stravinskijcraft1959-52-0[52]
Gli ultimi anni della produzione del musicista comprendono quasi esclusivamente opere di carattere religioso o in memoria di amici scomparsi come lmwazc'mwazgmwazkIntroitus per mwazoT.S. Eliot a cui era legato da amicizia e dallo stesso percorso da religioni differenti verso la Chiesa cattolica.cite-ref-53[53]
Citazioni e rivisitazioni
Stravinskij usò la tecnica, oggigiorno molto attuale, che possiamo considerare addirittura mwa0epostmoderna, della citazione musicale diretta e dell'imitazione già nel 1920 nel balletto mwa0imwa0mPulcinella. Basandosi sulla musica di mwa0qPergolesi, mwa0uGallo e altri, alcune volte riproducendola direttamente e altre semplicemente reinventandola, creò un'opera nuova e "fresca". Usò la stessa tecnica nel balletto mwa0ymwa0cIl bacio della fata del 1928. Qui è la musica di mwa0gČajkovskij, nello specifico alcuni brani non orchestrali, che Stravinskij utilizza citandoli o rivisitandoli unitamente ad altri suoi originali ispirati allo stile del compositore che ammirava. Questo "prestito" compositivo sarà molto in voga negli mwa0kanni sessanta, come nella mwa0omwa0sSinfonia di mwa0wLuciano Berio. Nel balletto mwa00Jeu de cartes del 1936 riutilizzò materiale musicale del passato, spesso deformandolo, riprendendo brani di Čajkovskij, di mwa04Johann Strauss e citando il tema della sinfonia del mwa08mwa1aBarbiere di Siviglia rossiniano. Ne il mwa1eMonumentum pro Gesualdo da Venosa ad CD Ammum del 1960 il musicista operò una vera "ricomposizione" di madrigali dell'autore italiano, rinnovandone la sostanza musicale.cite-ref-54[54]
L'impiego del materiale popolare
Ci furono altri compositori nella prima metà del mwa1gXX secolo che presero in prestito la mwa1kmusica tradizionale della loro patria d'origine, usando questi temi nelle loro opere. Esempi degni di nota sono mwa1oBéla Bartók e mwa1sZoltán Kodály. Già in mwa1wLe Sacre du Printemps Stravinskij riutilizza temi popolari, in gran parte derivati da una sua memoria inconscia risalente al periodo giovanile passato in Russia; a detta del musicista solo il primo tema, esposto dal fagotto, è derivato da un'antica melodia lituana. Altri temi vengono spogliati fino ai loro elementi più basilari, sola melodia, spesso Stravinskij li contorce e modifica oltre ogni possibile riconoscimento. Lo fa così magistralmente, in effetti, che solo con studi recenti il musicologo mwa10Richard Taruskin pensa di aver ricostruito il materiale originale dell'ispirazione di qualche brano di mwa14Le Sacre, anche se molti sfuggono all'indagine tanto sono modificati e assimilati dal compositore al proprio personale linguaggio.cite-ref-55[55]
Innovazioni orchestrali
Il periodo tra la fine del mwa2uXIX secolo e l'inizio del mwa2yXX secolo fu un tempo straripante di innovazioni orchestrali. Compositori come mwa2cAnton Bruckner e mwa2gGustav Mahler erano ben considerati per le loro abilità nel comporre per questo mezzo. A loro volta, vennero influenzati dall'espansione dell'orchestra tradizionale classica di mwa2kRichard Wagner che promuoveva un uso di grandi masse di mwa2ostrumenti, spesso di tipo inusuale.
Stravinskij continuò questa tendenza propria della musica mwa2wromantica di scrivere per orchestre enormi, solo nei suoi primi balletti; ma dopo mwa20La sagra della primavera cambiò completamente impostazione allontanandosi da grandi compagini orchestrali per realizzare composizioni per un numero limitato di strumenti; su questa via iniziò a innovare con l'introduzione di combinazioni insolite di elementi strumentali. Ad esempio, ne mwa24L'Histoire du Soldat egli usa mwa28clarinetto, mwa3afagotto, mwa3etrombone (basso e tenore), mwa3itromba, violino, contrabbasso e mwa3mpercussioni, un insieme alquanto sorprendente per quel periodo (1918).
Tutto ciò diverrà praticamente uno mwa3ustereotipo nella musica del dopoguerra. Un'altra particolarità degna di nota nella musica di Stravinskij è la grande attenzione data al timbro degli strumenti, in particolare ai fiati, spesso protagonisti di sue composizioni; da notare lo sfruttamento dei suoni estremi raggiungibili dagli strumenti musicali, il passaggio più famoso in questo campo è l'inizio de mwa3yLe Sacre du Printemps, dove il compositore utilizza il fagotto nelle insolite note sovracute dal grande potere espressivo.cite-ref-56[56]
Si deve anche notare che compositori come mwa3wAnton Webern, mwa30Alban Berg e mwa34Schönberg avevano già esplorato alcune di queste tecniche orchestrali e musicali all'inizio del XX secolo, anche se la loro influenza sulle generazioni successive di musicisti fu eguagliata, se non superata, da quella di Stravinskij.
Gli scritti
Stravinskij pubblicò sia le sue memorie dall'infanzia al 1935 in mwa4uChroniques de ma vie, dove viene registrata una descrizione della sua vita, del suo percorso stilistico, creativo ed ideologico, sia le sintesi delle lezioni che tenne alla mwa4yHarvard University in mwa4cPoétique musicale del 1942 in cui l'autore affronta la genesi di un'opera musicale dissertando anche sull'evoluzione della musica russa e sui problemi dell'esecuzione. Esistono inoltre alcuni brevi scritti, databili fra il 1921 e il 1940, che Stravinskij non pubblicò, ma che sono stati ritrovati, raccolti e pubblicati da Eric Walter White nel suo testo sul compositore, mwa4gStrawinsky the composer and his works, in una appendice dal titolo mwa4kVarious writings reprinted.
Robert Craft raccolse e pubblicò sei volumi di interviste con il compositore: mwa4sConversations with Igor Stravinsky (1959), mwa4wMemories and Commentaries (1960), mwa40Expositions and Developments (1962), mwa44Dialogues and a Diary (1963), mwa48Themes and Episodes (1967) e mwa5aRetrospectives and Conclusions (1969); i primi tre sono stati pubblicati in italiano da Einaudi col titolo mwa5eColloqui con Stravinsky (1977). A questi volumi di interviste va aggiunto quello pubblicato dopo la morte del compositore, mwa5iThemes and Conclusions (1972).
La critica
Per circa sessant'anni l'attività compositiva di Stravinskij è stata al centro delle influenze sulle preferenze e i gusti musicali del XX secolo.cite-ref-57[57] Tutto il suo percorso creativo è stato oggetto di disparate critiche, accentuatesi sempre a ogni mutamento di periodo compositivo, dagli esordi dirompenti al neoclassicismo al serialismo. Ha scritto Casella: «Si può (scherzando) dire che pochi musicisti hanno dato tanto filo da torcere alla critica universale quanto Strawinski»cite-ref-58[58]
Fin dalla prima opera importante, mwa54L'uccello di fuoco, la critica si accorse dell'arrivo nell'ambito musicale di un nuovo e straordinario compositore. Alfred Bruneau così scrisse l'indomani della prima: "infine ecco un'opera assolutamente bella, interamente nuova e altamente significativa".cite-ref-59[59] Dopo la prima de mwa6mLa sagra della primavera, opera che rivoluzionò il mondo musicale, la critica e le opinioni si scatenarono. Vi furono pareri decisamente denigratori, come quello del critico del Musical Times: "La musica di mwa6qLe Sacre du Printemps oltrepassa ogni descrizione verbale. Dire che è un suono orrendo è un eufemismo. Vi si può certamente riconoscere un ritmo incitante. Ma in pratica non ha nessuna relazione con la musica come la maggior parte di noi la considera";cite-ref-times-60-0[60] e ancora, nell'ottobre 1923, dieci anni più tardi: "Tutti i segni indicano una forte reazione contro l'incubo del rumore e dell'eccentricità che era tra i lasciti della guerra...Cosa ne è stato delle opere che formavano il programma del concerto di Stravinskij che ha creato tale agitazione, solo qualche anno fa? Praticamente la totalità sono già archiviate, e lì rimarranno fino a quando qualche nevrotico sfinito e spossato sentirà nuovamente il desiderio di mangiare cenere e riempirsi lo stomaco con un vento orientale"cite-ref-times-60-1[60] Il critico musicale de mwa60mwa64Le Figaro definì la musica della Sagra "una puerile barbarie"cite-ref-61[61]. Dall'altro lato innumerevoli furono i pareri entusiasti, in particolare da parte di compositori e scrittori come Debussy, Ravel, mwa7mCasella, mwa7qMalipiero, Cocteau, mwa7uD'Annunzio. mwa7yGaston de Pawlowski rimarcò la stupidità del bel mondo parigino nel boicottare un'opera assolutamente nuova e ardita.cite-ref-62[62]
Anche con le opere successive la critica non mancò di schierarsi contro o a favore del compositore, spesso sconcertata dai cambiamenti stilistici. mwa7wConstant Lambert descrisse realizzazioni come mwa70L'Histoire du Soldat come contenenti "essenzialmente astrazione a sangue freddo". Inoltre, i "frammenti melodici (nella stessa opera) sono loro stessi senza alcun significato. Sono puramente successioni di note che possono essere divise in modo conveniente in gruppi di 3, 5 o 7 e sistemate contro altri gruppi matematici", e la cadenza per l'assolo di percussioni è "purezza musicale...raggiunta attraverso una specie di castrazione musicale".cite-ref-63[63]
A partire dal 1920 con mwa8mPulcinella la svolta neoclassica di Stravinskij creò non pochi problemi agli intenti critici di molti studiosi. Occorsero diversi anni perché l'opinione musicale si rendesse conto che i cambiamenti di stile del compositore altro non erano che diversi aspetti di un'unica personalità capace sempre di reinventarsi.cite-ref-64[64]
Le critiche più feroci all'arte del compositore vennero da mwa8kTheodor W. Adorno che nel suo libro mwa8oFilosofia della musica modernacite-ref-adorno-65-0[65] lo accusò di essere l'incarnazione di ogni aspetto regressivo del mondo moderno; contrappose drasticamente Stravinskij a mwa88Schönberg avvicinando il primo alla "restaurazione" e il secondo al "progresso". Adorno con grande acrimonia definì Stravinskij un acrobata, un funzionario statale, un manichino da sarta, psicotico, infantile, fascista, e devoto solo al denaro. Parte degli errori del compositore, nell'opinione di Adorno, era il suo neoclassicismo, ma più importante era "lo pseudomorfismo della pittura" della sua musica, che riproduceva il mwa9atempo spazio piuttosto che il mwa9etempo durata di mwa9iHenri Bergson. "Un inganno caratterizza tutti gli sforzi formali di Stravinskij: il tentativo della sua musica di ritrarre il tempo come in un dipinto di circo e di presentare i complessi temporali come fossero spaziali. Questo inganno, comunque, presto si esaurisce".cite-ref-adorno-65-1[65] Per Adorno Stravinskij rappresentava un "oggettivismo" antipsicologico e neoclassico che ignorava l'alienazione e le contraddizioni della società moderna e ritornava alle forme tonali preborghesi come la danza. A differenza dei romantici, che usavano il passato come negazione del presente, gli "oggettivisti" appartenevano ai promotori della cultura mwa9cvölkisch, che adattavano adialetticamente vecchie forme ad esigenze attuali. Adorno si spinge fino al punto di suggerire che l'oggettivismo era, in un certo senso, il corrispondente del mwa9gfascismo.
In seguito musicologi e critici hanno reagito alle opinioni di Adorno. mwa9oMassimo Mila ha affermato che l'antitesi manichea di Adorno fra Stravinskij e Schönberg oggi non ha più nessun creditocite-ref-66[66]. Il compositore mwa98Paolo Castaldi, pur affermando che la contrapposizione di Adorno deve essere mantenuta, sostiene che è essenziale che essa venga attraversata e totalmente rovesciata.cite-ref-67[67] Musicisti di epoca più recente quali mwa-qPierre Boulez o mwa-uLuciano Berio non hanno smentito certo quanto devono compositivamente a Stravinskij, soprattutto Boulez ha affermato che le partiture del compositore russo erano state le sue guide più costanticite-ref-68[68]
In anni recenti, Mario Baroni ha rivalutato la poetica stravinskijana attribuendole un fondo di pessimismo, il pessimismo «di un grande artista che celebra la sua sfiducia nelle funzioni della sua arte e lo dichiara a un pubblico che era ancora così ingenuo da credere a quelle romantiche fandonie». Sostanzialmente, al di là delle intenzioni stesse del musicista, la musica di Stravinskij costituisce uno sberleffo e una rottura quasi perfida del quadro culturale borghese del primo Novecento.cite-ref-69[69]
Come scrive Massimo Mila, "finché esisteranno uomini per i quali siano valori positivi l'ironia, l'understatement, l'intelligenza, l'economia dei mezzi, l'asciutta esattezza delle formulazioni, la sobrietà del dire e la precisione dei contorni, l'arte di Stravinskij splenderà altissima sull'orizzonte".cite-ref-70[70]
Composizioni
L'attività compositiva di Igor' Stravinskij abbraccia un arco di vita di settant'anni. La sua opera multiforme ha toccato tutti gli stili e le formazioni strumentali e vocali.
Il genere da lui prediletto è stato il mwa-gballetto;cite-ref-igor-6-7[6] dei dodici da lui scritti, pur non avendone composto nessuno così ampio da occupare una serata intera, sono stati proprio i primi tre a farlo conoscere e a renderlo famoso: mwa-0L'uccello di fuoco, mwa-4Petruška e mwa-8La sagra della primavera. Con i successivi lavori (mwbaaRenard e mwbaeLes noces) ha creato spettacoli particolari in cui utilizza anche le voci e compagini strumentali insolite. Nel periodo neoclassico ha realizzato mwbaiPulcinella, balletto con canto, mwbamLe baiser de la fée e mwbaqJeu de cartes, quindi i balletti di ispirazione greca mwbauApollon musagète e mwbayOrpheus. mwbacScènes de ballet e mwbagAgon sono realizzazioni astratte, prive di argomento, spesso eseguite in concerto senza coreografia.
mwbaoOpere teatrali. Le uniche due vere opere liriche di Stravinskij possono essere considerate mwbasLe rossignol e mwbawThe rake's progress. mwba0Histoire du soldat è una composizione particolare, letta, recitata e danzata; mwba4Mavra è un'opera buffa in un atto, mentre mwba8Oedipus rex è un'opera-oratorio che può essere anche eseguita in sede di concerto. Lavoro a sé stante è mwbbaPerséphone, comprendente musica, canto, danza e recitazione, come pure mwbbeThe Flood, scritto per la televisione nel 1962.
mwbbmComposizioni per orchestra. Il primo lavoro di una certa struttura di Stravinskij, che risale al 1907, è una Sinfonia (in Mi bemolle maggiore); le due composizioni seguenti lo posero all'attenzione del mondo musicale: lo mwbbqScherzo fantastique e mwbbuFeu d'artifice. Seguirono il mwbbyCanto funebre in memoria del maestro Rimskij-Korsakov e il poema sinfonico mwbbcLe chant du rossignol tratto dall'opera. Le mwbbgSinfonie di strumenti a fiato, in memoria dell'amico Claude Debussy, hanno un organico ridotto, senza archi. Seguirono il mwbbkConcerto in mi bemolle "Dumbarton Oaks", la mwbboSinfonia in Do e le mwbbsDanses concertantes. Lavori importanti sono ancora la mwbbwSinfonia in tre movimenti e il mwbb0Concerto in Re per archi.
mwbb8Composizioni per strumento solista e orchestra. L'elemento concertante è spesso presente in tutta la storia compositiva di Stravinskij, dalla musica da camera a quella sinfonica o per pianoforte. I concerti con solista veri e propri sono però soltanto cinque: il mwbcaConcerto per pianoforte e fiati, il mwbceCapriccio per pianoforte e orchestra, il mwbciConcerto per violino in Re, mwbcmEbony Concerto scritto per clarinetto e jazz band e i mwbcqMovimenti per pianoforte e orchestra.
mwbcyMusica da camera. Le formazioni cameristiche utilizzate da Stravinskij sono molto varie, dai mwbccTre pezzi per clarinetto solo al mwbcgConcertino per dodici strumenti. Anche il mwbckDumbarton Oaks è a metà strada fra l'orchestra e una formazione da camera allargata. Le composizioni vanno dal mwbcoRagtime per undici strumenti, al mwbcsmwbcwConcertino per quartetto d'archi, allmwbc0'mwbc4Ottetto, al mwbc8mwbdaPreludium per ensemble jazz, al mwbdeSettimino, a mwbdiEpitaphium per flauto, clarinetto e arpa al mwbdmMonumentum pro Gesualdo da Venosa.
mwbduComposizioni per pianoforte. Stravinskij predilesse sempre scrivere le sue partiture al pianofortecite-ref-igor-6-8[6] e a questo strumento ha dedicato un numero considerevole di brani. Il suo primissimo lavoro è infatti una mwbdoTarantella per pianoforte scritta nel 1898. Seguirono numerose composizioni, dai mwbdsTre pezzi facili per pianoforte a quattro mani, al mwbdwPiano rag music, alla mwbd0Sonata, alla mwbd4Serenata in La, al mwbd8Concerto per due pianoforti soli, alla mwbeaSonata per due pianoforti. Molte furono inoltre le trascrizioni e riduzioni, anche da sue composizioni, realizzate per questo strumento, da ricordare in particolare i mwbeeTrois mouvements de Petruška.
mwbemMusica corale. La religiosità di Stravinskij si ritrova in molte sue composizioni che coinvolgono i complessi corali. La più nota è la mwbeqSinfonia di salmi per coro e orchestra. Il mwbeuPater noster, lmwbey'mwbecAve Maria e il mwbegCredo sono per coro a cappella. mwbekBabel è una cantata per coro maschile e orchestra, mentre la mwbeoMessa è per coro e strumenti a fiato. mwbesCanticum sacrum, mwbewIntroitus e mwbe0Requiem canticles fanno parte del periodo seriale dell'autore. Altre composizioni corali di argomento profano sono la mwbe4Cantata e mwbe8Anthem.
mwbfeComposizioni per voce e strumenti. Nel suo periodo "russo" Stravinskij scrisse diverse composizioni per voce e pianoforte di cui le più note sono mwbfiLe faune et la bergère e mwbfmDue poesie di Konstantin Bal'mont; per voce e orchestra da camera compose le mwbfqTre poesie della lirica giapponese e mwbfuPribautki. In seguito, durante il periodo "seriale", scrisse mwbfyThree Songs from William Shakespeare per mezzosoprano, flauto, clarinetto e viola, mwbfcIn memoriam Dylan Thomas, mwbfgAbramo e Isacco e mwbfkElegy for J.F.K..
mwbfsArrangiamenti e trascrizioni Ai suoi esordi con i mwbfwBalletti russi Stravinskij realizzò un'orchestrazione di due brani di Chopin per il balletto mwbf0Les Sylphides. Arrangiò in seguito sia l'inno francese, la mwbf4Marseillaise, sia quello americano mwbf8The Star-Spangled Banner. Verso la fine della sua vita si dedicò a trascrivere due canti sacri di Hugo Wolf e, negli ultimi mesi, quattro preludi e fughe da mwbgamwbgeIl clavicembalo ben temperato di Bach, lavoro che non riuscì a completare.
Scritti
• mwbguChroniques de ma vie, Edition Danoel 1935 trad. italiana di Alberto Mantelli, Feltrinelli, Milano, 1979
• mwbgcPoétique musicale sous forme de six leçons, Cambridge, Mass. 1942 trad. italiana di mwbggLino Curci, mwbgkEdizioni Curci, Milano, 1954.
Discografia parziale come direttore
• Stravinsky, Stravinsky Conducts mwbg0Le Sacre Du Printemps/Petroushka - Columbia Symphony Orchestra, 1960 Columbia Masterworks – mwbg4Grammy Award al miglior album di musica classica 1962 e mwbg8Grammy Hall of Fame Award 2000 per mwbhaPetroushka
• Stravinsky, mwbhiViolin Concerto In D Major - Stravinsky/Stern/Columbia Symphony Orchestra, 1962 CBS – mwbhmMiglior interpretazione solista di musica classica con orchestra (Grammy) 1963
• Igor Stravinsky, Stravinsky Conducts Stravinsky: mwbhuThe Firebird - Columbia Symphony Orchestra - 1962 Columbia/CBS - mwbhyGrammy Award for Best Orchestral Performance 1963
• Igor Stravinsky and the Columbia Symphony Orchestra - Stravinsky Conducts mwbhgFirebird Suite/Petrushka Suite - 1967 Columbia/CBS - mwbhkGrammy Award for Best Orchestral Performance 1968
Riconoscimenti
Nel 1953 gli è stato conferito il mwbhwPremio Internazionale Feltrinelli dall'mwbh0Accademia dei Lincei.cite-ref-71[71]
È stato dato il suo nome a un asteroide scoperto nel 1989, mwbim4382 Stravinsky.
Particolarità
• Per tracciare il pentagramma Stravinskij utilizzava un particolare strumento a rotelle di sua invenzionecite-ref-72[72]
• Fu un appassionato giocatore di carte, in particolare di mwbiwpoker a cui fa riferimento nel balletto mwbi0Jeu de cartes; dopo pranzo si dilettava con lo mwbi4Xiangqi, scacchi cinesi,cite-ref-73[73] passatempo a cui si dedicava regolarmente, anche durante i suoi viaggi.cite-ref-74[74]
Note
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cite-note-33. ↑ mwbkkmwbkoStravinskij1942,mwbks pp. 21-22.
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cite-note-stravinskij1-55. ↑ mwblkIgor Stravinskij - Robert Craft, mwbloMemories and Commentaries, London, Faber & Faber, 1962..
cite-note-igor-66. ↑ mwbm4Igor Stravinskij, mwbm8Chroniques de ma vie, Parigi, Editions Danoel, 1935.
cite-note-stravinskij2-88. ↑ Igor' Stravinskij-Robert Craft, mwbnsExpositions and Developments, Faber & Faber, Londra, 1962
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Collegamenti esterni
Attualmente la mwbrqFondation Igor Stravinsky di mwbruGinevra si occupa della divulgazione dell'opera del compositore.
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